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IL DECLUTTERING DI VESTITI

Decluttering di vestiti

Decluttering di vestiti di un armadio non abbastanza materialista

Oggi vedremo una guida pratica per il decluttering di vestiti di Natale.

Leggo sempre che la nostra società è troppo materialista, la verità è che penso che non lo sia abbastanza, e io con lei. 

Pensiamoci un attimo.

Se davvero fossimo tutti dei gran materialisti daremmo valore ai nostri oggetti, li tratteremmo con cura, ne faremmo tesoro.

La realtà è che questa è una società che non dà valore al singolo oggetto.

Piuttosto valorizza la possessione dell’oggetto.

Sono due cose molto differenti!

Non ce ne importa nulla di cambiare telefono, vestiti, borse o scarpe ogni mese.

Ci importa che quello che suggerisce se lo facciamo, definisce – per usare una parola che non tollero – il nostro “status”. 

Decluttering vestiti di troppo

Questa però si chiama VANITA’ e non materialismo.

Vittima per anni della febbre del fast fashion, ho aderito per tutta la vita a modelli che prevedevano che il mio armadio non avesse più 4 stagioni ma 52.

Ogni settimana qualcosa di nuovo, qualcosa che mi “rappresentava” in quei 7 giorni all’anno.

Poi, passata l’euforia, dimenticato i vestiti nuovi tra mensole e polvere.

In tutta quella corsa, accumulavo roba che era la rappresentazione fisica di quanto mi sentissi inadeguata nel profondo.

Non sapevo chi ero, cosa mi piaceva davvero e quale stile fosse il Mio stile.

Seguivo la corrente, ma è stato quando mi sono seduta in riva a quel fiume di rapide che era la mia vita che ho preso le distanze. 

Il decluttering è stato un passaggio fondamentale per me.

Mi ha fatto riscoprire e molto spesso scoprire per la prima volta, quali fossero i miei gusti personali, e quali fossero le mie reali esigenze.

E’ Natale, manca poco, ma qui in casa nostra quest’anno si sente più che altro il caos in questi giorni.

Complice una ristrutturazione che sembra non voler finire mai – so che in tanti mi capirete – e una serie di scatoloni contenente il mio cambio armadio invernale.

Eh sì, era primavera quando abbiamo iniziato.

Adesso il mio armadio invernale dovrà trovare posto nel nuovo armadio, molto più piccolo del precedente.

E’ venuto, quindi, il momento di fare spazio e lasciare che ci sia solo ciò che amo tra quelle grucce.

L’occasione mi è sembrata delle migliori.

E’ Natale e ho deciso di fare decluttering di vestiti.

Decidere cosa verrà con noi nel 2022, e cosa donare per poter essere utili a qualcun altro.

In questo modo facciamo del bene a tutti, all’armadio, a noi, e a chi riceverà qualcosa di nuovo.

Approfitto di questo momento per sollevare con voi, anime lente, una domanda:

Non sarebbe il caso di normalizzare l’usato? E donare vestiti usati? 

Decluttering donare i vestiti

A me piacerebbe tantissimo, ma la strada mi sembra ancora in salita.

Nonostante l’idea di condividere, magari con un’amica, un vestito la trovo tenera e affettuosa.

Voi che ne pensate?

Ma torniamo a noi

Ci sono alcuni semplici passi ma indispensabili, per fare decluttering.

Li avevamo già visti nel precedente articolo, ma per i vestiti e per la riorganizzazione dell’armadio vorrei approfondire un po’.

I PASSI PER IL DECLUTTERING DI VESTITI

  1. CREARE LA PROPRIA MONTAGNA

Svuota tutto l’armadio, le cassettiere, le scatole, tutto.

Ogni vestito, accessorio, paio di scarpe deve essere accumulato come fosse una montagna sopra il letto o su un lenzuolo per terra.

Mentre creerai la tua personale montagna inizierai a sentirti sopraffatto dal disordine, è normale, ma ne verrai a capo. 

Non lasciare nulla indietro, è un passaggio fondamentale!

Solo così io mi resi conto per la prima volta dell’enorme quantità di bigiotteria inutile possedevo.. se ci ripenso mi vergogno.

  1. SIAMO TUTTI MAZZARO’

Per chi non sapesse chi è Mazzarò, è il protagonista di una racconto di Giovanni Verga.

Mazzarò accumulava roba, lui viveva per la sua roba, si circondava della sua roba, e quando sarebbe morto voleva essere seppellito con la sua roba.

Mazzarò non usava mai la roba, era il possesso il suo vero piacere.

Ecco in questo siamo un po’ tutti Mazzarò. 

Quando guardai la montagna di cose che avevo accumulato negli anni rimasi di sasso.

Non pensavo che fosse così tanta, invece dovetti salire su una sedia per iniziare a spostarla.

Ero sopraffatta.

Ma è da qui che bisogna partire, perché quando si inizia a vedere la montagna diventare collina, la mente si calma e il cuore si acquieta.

Mentre componi la tua montagna personale inizia separando gli indumenti, accessori e scarpe che sono rotti e non più utilizzabili.

Mettili da parte in uno scatolone vuoto o un sacco, che ti servirà poi per smaltirli (per questo, vedi l’ultimo punto dove consiglio come smaltire gli abiti usati in modo sostenibile).

  1. LA GIOIA

Il sentimento fondamentale su cui dovremo fare affidamento per tutto il processo.

Prendi in mano ogni singolo pezzo e chiediti: mi dà gioia?

Se la risposta è sì tienilo; se la risposta è no mettilo in un mucchio; se non sai mettilo in un altro mucchio ancora.

Vedrai che, a mano a mano che ti porrai questa domanda, sarà sempre più facile rispondere e verrà naturale. 

Mi raccomando, tieni a mente che portare gioia non significa ricordare gioia.

Lasciamo i ricordi nel cuore, e nell’armadio solo gli oggetti che ci identificano oggi.

Un esempio: io ero solita comprare un vestito ogni anno per il mio compleanno.

Alcuni li ho messi solo in quella singola occasione, altri invece mi hanno accompagnato in molte altre avventure.

I primi ho deciso di regalarli, magari festeggeranno i compleanni di qualcun altro, o balleranno musiche in locali che con me non avrebbero mai visitato. 

Avere solo ciò che davvero ci serve semplifica la vita, aiuta a capirci meglio e ci insegna a dare il giusto valore ad ogni cosa che possediamo.

  1. DONARE, VENDERE, BUTTARE
E’ Natale, sfruttiamo questa occasione per fare del bene e donare quello che non ci serve più a chi ne ha bisogno!

Si tratta di una buona azione che scalda il nostro cuore e ci aiuta nella nostra missione di una vita più minimale e sostenibile. 

Spesso non si sa cosa fare di tutta la roba che si decide di non voler più.

Ho quindi ho stilato una lista di opzioni, come sempre è importante scegliere quella che fa più al caso proprio! 

Non vuoi donare il cappotto per il quale avevi speso l’intero stipendio dello scorso dicembre ma lla fine non lo hai mai messo?

Vendilo! 

Butta solo però il necessario: per esempio le vecchie lenzuola, le camicie, le magliette di cotone, i maglioni di lana diventano tutti alleati strategici per la pulizia di casa! 

Riponili in una scatola, presto ci sarà un articolo su come riciclare i propri vecchi vestiti e utilizzarli per le faccende domestiche o nella beauty routine! 

Decluttering di vestiti: dove donare

  • Cassonetti comunali spesso gestiti da Humana, un’organizzazione umanitaria indipendente e laica nata nel 1998 per portare avanti vari progetti a scopo sociale in Italia e nel mondo.
  • Dona Valore: se abitate nelle province di Varese, Como, Lecco, Monza-Brianza, Milano, è la rete di cassonetti della Caritas Ambrosiana
  • Negozi che raccolgono vestiti usati: molti Brand adesso raccolgono sacchi di vestiti usati in cambio di un buono spendibile all’interno dei negozi affiliati.
  • Armadioverde: è una piattaforma che offre un servizio di ritiro di vestiti usati che verranno poi destinati alla vendita. Il ritiro avviene direttamente a casa, e ad ogni donazione vengono date delle stelline che si posso poi utilizzare per acquistare sulla stessa piattaforma. I vestiti non considerati idonei alla vendita verranno direttamente donati ad Humana. 

Ecco, ora tocca a voi e a me anime lente.

Rimbocchiamoci le maniche e decidiamo cosa ci accompagnerà nel prossimo anno che verrà!

Buona Natale a tutti voi!!!

Grazie come sempre per aver letto fino a qui,

Bennini

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2 comments

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